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22 Set 2015 - 15:42:01

LE SOFFERENZE DEL VERBO FATTOSI CARNE..LINA LADU GERUSALEMME

http://www.upcm.it/sanpaolo/images/paolo004.jpg

 

Il Verbo fatto carne, ha tanto sofferto per noi nel tempo, secondo la distinzione che abbiamo cominciato a chiarire, dalla scienza, non dalla sapienza . Invece il Verbo è al di fuori del tempo e dello spazio, è coeterno al Padre e tutto intero in ogni luogo;se qualcuno può, per quanto gli è possibile, parlare secondo verità, ciò che dirà apparterrà alla sapienza ( 1Cor 12, 8); per questo motivo il Verbo fatto carne, Cristo Gesù, possiede i tesori della sapienza e della scienza. Ecco perché l'Apostolo scrive ai Colossesi: “Voglio infatti che voi sappiate quanto grande sia la lotta che io sostengo per voi e per questi che sono a Laodicea e per tutti coloro che non mi hanno mai veduto di persona, affinché siano consolati i loro cuori e, intimamente uniti in carità, possano essere del tutto arricchiti d'una pienezza d'intelligenza, per conoscere il mistero di Dio, che è Cristo, in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” ( Col 2, 1-3). Chi può sapere in quel misura l'Apostolo conosceva questi tesori, quanto era penetrato in essi, quali misteri aveva scoperto? Da parte mia tuttavia, secondo ciò che sta scritto: “La manifestazione dello Spirito è data a ciascuno di noi per utilità: infatti ad uno è dato dallo Spirito il linguaggio della sapienza, ad un altro il linguaggio della scienza, secondo lo stesso Spirito”, se la differenza tra la sapienza e la scienza risiede in questo: che la sapienza si riferisce alle cose divine, la scienza a quelle umane, riconosco l'una e l'altra in Cristo e con me la riconosce ogni fedele di Cristo. E quando leggo: “Il Verbo si è fatto carne ed abitò tra noi” ( Gv 1, 14), nel Verbo vedo con l'intelligenza il vero Figlio di Dio, nella carne riconosco il vero figlio delluomo, l'uno e l'altro uniti nella sola persona del Dio-uomo, per un dono ineffabile della grazia. Per questo,abbiamo contemplato la sua gloria, gloria uguale a quella dell'Unigenito del Padre pieno di grazia e di verità. Se riferiamo la grazia alla scienza, la verità alla sapienza, penso che non andiamo contro la distinzione tra scienza e sapienza, che abbiamo proposto. Infatti, nell'ordine delle cose che traggono la loro origine nel tempo, la grazia più alta è l'unione dell'uomo con Dio nell'unità della stessa persona, nell'ordine delle cose eterne la più alta verità è, a ragione, attribuita al Verbo di Dio. Ora, quello stesso che è l'Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità, l'incarnazione fa sì che egli sia pure quello stesso il quale agisce per noi nel tempo affinché, purificati per mezzo della fede in lui, lo contempliamo per sempre nell'eternità. I più grandi filosofi poterono, per mezzo della creazione, contemplare con l'intelligenza le perfezioni invisibili di Dio; tuttavia poiché filosofarono senza il Mediatore, cioè senza il Cristo uomo e non hanno creduto ai Profeti che vaticinarono la sua venuta, né agli Apostoli che proclamarono tale venuta, hanno tenuta imprigionata la verità, come sta scritto di loro, nell'ingiustizia, Posti in quest'ultimo grado della creazione, non poterono infatti che cercare dei mezzi per giungere a quelle realtà di cui avevamo compreso la grandezza; così facendo sono caduti negli inganni dei demoni che hanno fatto loro scambiare la gloria di Dio incorruttibile con delle immagini rappresentanti l'uomo corruttibile, uccelli, quadrupedi e rettili ( Rm 1, 23). Infatti sotto tali forme hanno costruito degli idoli e hanno reso loro culto (cf. Rm 1, 25). Dunque la nostra scienza è Cristo (cf. 1Cor 12, 8); la nostra sapienza è ancora lo stesso Cristo. È Lui che introduce in noi la fede che concerne le cose temporali, Lui che ci rivela la verità concernente le cose eterne. Per mezzo di Lui andiamo a Lui, per mezzo della scienza tendiamo alla sapienza; senza tuttavia allontanarci dal solo e medesimo Cristo in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza. Ma ora parliamo della scienza, riservandoci di parlare in seguito della sapienza, per quanto Egli ci donerà di farlo. Tuttavia guardiamoci dal prendere queste parole in un'accezione così precisa che ci impedisca di parlare di sapienza a riguardo delle cose umane, e di scienza a riguardo delle cose divine. In senso lato si può parlare di sapienza in ambedue i casi ed in ambo i casi si può parlare di scienza. Tuttavia l'Apostolo non avrebbe scritto mai: “ad uno è dato il linguaggio della sapienza, ad un altro il linguaggio della scienza ( 1Cor 12, 8), se ciascuna di queste parole non avesse un'accezione propria.Io in verita' come profeta di Dio,tengo dentro l'animo l'unica parola vera dettata dal SANTO DEI SANTI,in essa vi troveremo ,sapienza scienza ed intelletto,non dobbiamo chiuderci dentro un guscio,se si e' veramente credenti e vogliamo essere discepoli di Gesu' dobbiamo manifestarci ,in tutti i modi ed in ogni tempo,seminando,il seme del regno dei cieli,cioe' amore,non dobbiamo discriminare nessuno ma zelantemente annunziare il suo imminente ritorno...
IN FEDE LINA LADU GERUSALEMME.


Lina · 222 visite · 0 commenti

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